E ALLA FINE DI TUTTO IL CIBO
Di Felice Rossello.
Con Maria Assunta Rossello. Convitato, Piero Piccinini.
Mio padre, Francesco Rossello, per gli amici Checco, è morto alle 3 e 20 del 29 novembre 1979. Era medico, ma amava il teatro e questo virus l'ha inculcato soprattutto in mia sorella Maria Assunta. L'avevo reso nonno, altro hobby che insieme al teatro lo riempiva di gioia. Lui, quindi, non sospettava che io sarei diventato autore televisivo, perché questo mestiere l'ho cominciato qualche anno dopo, grazie a Fabio Fazio. Per questo gli dedico con amore (io ho amato molto i miei genitori, che sono stati una bussola per me!) questo monologo che ho scritto per lui, ricordando la mia famiglia, il suo amore per il cibo e per il bere, ma soprattutto il senso di appartenenza a un gruppo che si riconosceva in una storia, in usi e costumi in comune. Credo che sia proprio questo il senso di famiglia che lui mi ha inculcato e secondo i cui canoni ho cercato di vivere. Credo sia giusto che mia sorella Maria Assunta lo interpreti perché è l'unica in famiglia che ha continuato l'hobby che lui ci ha tramandato: il teatro. Di fatto io sono autore TV e questo per mio padre, forse, sarebbe un teatro minore. Insomma dedico questo monologo con affetto e commozione a lui, a mia sorella e anche, se permettete a mia madre, che mi ha insegnato a ridere.
Data: domenica 11 aprile 2009.