Teatro Chiabrera
Piazza Diaz 2 - Savona
Giovedì 26 novembre 2009, ore 21.00


Cattivi Maestri presentano

Adieu FUTURISTE Addio!

Ardimento teatrale di Annapaola Bardeloni
Con
Gisella Bein
Ambra D'amico
Annapaola Bardeloni
Assistenza artistica: Francesca Giacardi
Assistenza tecnica e progetto grafico: Marco Pejrolo



« Le donne futuriste si sono battute contro gli stereotipi, hanno avuto limpidezza di pensiero, hanno difeso gelosamente la propria autonomia intellettuale… » … « … la donna è stata e resterà colei che crea, che domina, che esalta, e che, incoraggiandone le ambizioni, rafforza la volontà di vivere degli uomini, e dal suo ruolo di creatrice di corpi si eleva fino alla capacità di produrre anime »

In occasione del   Centenario   della Fondazione del Futurismo, tre donne sul palco raccontano uno dei movimenti culturali più interessanti, ma da un punto di vista inedito, quello dell'altra metà del cielo. Ecco allora ilarità e competizione, comprensione e sfida, insomma, ecco in scena le donne futuriste.
Marinetti con il suo Manifesto nel 1909 ha lanciato la provocazione del movimento futurista. Le donne hanno raccolto la sfida e l'hanno fatta propria. Dinamismo, velocità, rottura con i cliché . Innovatrici senza ostentazione, vivono, amano, lavorano con abilità e coraggio, firmando le proprie opere col solo nome per non essere ricondotte all'“appartenenza” paterna o matrimoniale. La loro mancanza sta nel non aver creato un gruppo compatto, la loro condanna nel taglio profondo della guerra che segna la fine del futurismo e che di fatto le riduce al silenzio.
Le futuriste sono donne autonome, profondamente diverse tra loro. Artiste a tutto tondo che raggiungono fama e notorietà tra il 1920 e il 1930 partecipando agli eventi più importanti come la Biennale di Venezia o la Quadriennale di Roma .
In scena due attrici e un'impeccabile vocalista si incontrano e scontrano per portare con divertimento ed ironia uno spaccato insolito di un pezzo della cultura italiana.

Lo spettacolo
Marinetti raccontato da due donne, due futuriste che si parlano.
Sono Benedetta Cappa e Valentine de Saint Point . Hanno in comune un'epoca, una cultura, un'inquietudine. E hanno in comune un amore, quello per F.T. Marinetti.
Benedetta ne è la moglie, Valentine ne è stata l'amante. Una notte si parlano (in un incontro mai avvenuto nella realtà), dopo il suo funerale. E si riconoscono: straordinariamente diverse, complici e nemiche.
Parlando di lui si provocano con le parole delle loro stesse poesie, delle loro visioni, dei loro progetti nascosti ai più per troppo tempo.
Valentine De Saint-Point e Benedetta Cappa raccontano frammenti di una storia letteraria, politica e sociale in un momento, il ‘44, in cui il futurismo è già quasi un ricordo, restando sempre impronta imprescindibile nell'attività artistica e creativa di tutta un'epoca.
Il futurismo visto “dall'altra parte del cielo” è evocato, presente, pregnante, si fa sentire, s'impone con un'ironia, una provocazione, un coraggio tutto femminile, in un dialogo che sa di assenzio , che profuma di thè indiano ... e, salutando un uomo, salutano la propria appartenenza passata.... “Adieu, futuriste, addio!” .

Benedetta Cappa
Sicuramente Benedetta Cappa, moglie di Marinetti, è la più conosciuta tra le rappresentanti del futurismo al femminile. In lei la ricerca dell'identità propria e quella dell'“arte totale” si fondono con eleganza. Di lei Marinetti ha scritto: « Ammiro il genio di Benedetta mia eguale non discepola ». Pittrice, scrittrice, scenografa, Benedetta Cappa nasce a Roma crescendo con un'educazione rigorosa e ricca di stimoli culturali.

Valentine de Saint Point
Personaggio originalissimo, completo, spirito autenticamente libero, provocatrice, avanguardista e femminista ( «... la nostra è un'epoca che vede trionfare il femminismo, con i suoi orrori e la sua bellezza ») , lucida e brillante protagonista della Belle Epoque, prima isolata intellettuale convertita all'Islam. Valentine de Saint Point sfugge a qualsiasi definizione, in costante confronto tra esperienze diverse e burrascose, che mai hanno placato la sua inquietudine.

Info e tel:
Francesca Giacardi 3492984973
cantinateatrale@gmail.com