Testo e regia di Annapaola Bardeloni. Con Francesca Giacardi e Maria Teresa Giachetta. Costumi di Francesca Bombace. Luci e fonica di Nicola Calcagno. Riprese video di Francesca Pesce. Foto di Scena di Massimo Ferrando. Compagnia Cattivi Maestri. 

Frida (Kahlo) è una bambina e come tutte le bambine ha la testa piena di sogni.
Uno dei sogni più forti è quello di ballare, ma Frida non può ballare: le sue gambe non glielo permettono. Allora si inventa una vita "altra" dove la sua amica del cuore immaginaria balla al posto suo, ride quando lei vorrebbe piangere, tace e la osserva ogni volta che vorrebbe star sola ed invece è costretta a parlare e ad esporsi.
Soprattutto la sua amica le svela che saranno le sue mani a ballare, che la sua danza sarà la pittura, che il suo non sarà un futuro facile, ma pieno di bizzarro amore e colore, che la sua diversità la renderà unica, inimitabile e indimenticabile!
Frida è figlia del Messico dove le piogge fanno nascere fiori bellissimi. E lei è uno di quelli.
E con la sua amica del cuore viaggerà nel tempo e nello spazio, nelle immagini dei suoi quadri, attraverso le pagine dei suoi diari e sarà la sua amica a svelarle il segreto prezioso che farà di lei una donna da ricordare: "che importa avere gambe se si hanno ali per volare?.

Perchè raccontare Frida ai bambini?
Frida è ispida, è sofferente e insofferente, è tutto il contrario delle principesse, delle fatine, delle bambine "belle e buone". Allora perché? Perché scegliere di raccontare proprio lei? Perché nessuno come lei ha rappresentato e rappresenta il potere salvifico dell'arte; senza sconti, senza coperture, senza mezzucci. Con il coraggio della sfida e l'anima vivace della Rivoluzione. Raccontare Frida è raccontare il suo modo "ingegnoso" di affrontare la disabilità.
Raccontare Frida è parlare ai bambini della sofferenza (e anche della morte) con la leggerezza dei colori e con le immagini dei sogni che aiutano ad affrontare la realtà.

Chi è la nostra Frida?
La "nostra" è una Frida bambina e come tutte le bambine ha la testa piena di sogni.
Sogna di ballare, di correre, di saltare e, da grande, di diventare medico.
Ma Frida non potrà ballare né correre né saltare, e anche gli studi di medicina rimarranno solo un sogno. E' piccola, troppo piccola quando la sua gamba destra si trasformerà in un giunco sottile a causa della poliomielite. E sarà giovane, troppo giovane, quando un incidente renderà il suo corpo "una corazza di gesso e di ferro", costringendola a stare per giorni, mesi, anni in quella Casa Azzurra che si trasformerà nella sua prigione amata e detestata. Le dicono che non camminerà più? La prendono in giro perché è diversa? Le fanno credere di non avere scampo? E' allora che Frida si ingegna! Col pensiero abbatte i muri che la tengono chiusa; dove non arriva con le gambe arriva con l'immaginazione e crea! Immagini, parole, suoni e soprattutto colori! Inventa un'amica immaginaria, la sua bambola, che balla e ride e l'accompagna. Le tiene compagnia e le svela i segreti che sono chiusi nei sogni. Attraverso i sogni si apre una strada fatta di colori. E' così che Frida impara che si può danzare anche solo con le mani: la sua danza sarà la pittura e si prepara al futuro che non sarà un futuro facile, ma pieno di bizzarro amore e colore, e sarà proprio la sua diversità a renderla unica, inimitabile e indimenticabile.

Repliche
Domenica 20 gennaio, ore 16
Sala Dino Campana, Teatro della Tosse di Genova

Lunedì 21 gennaio, ore 10 e 11.30
Sala Dino Campana, Teatro della Tosse di Genova

Domenica 24 marzo, ore 17
Teatro Pertini di Orbassano, rassegna Live Show Orbassano




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