Vedi anche
Scuola dell'Infanzia
Scuola Secondaria
Laboratori per le scuole


Teatro dei Cattivi Maestri, Officine Solimano
Piazza Rebagliati, Darsena di Savona

Informazioni
Le maestre interessate possono contattarci
Tel. 392 1665196, 349 2984973 cattivimaestri@officinesolimano.it




     
Scuole Primarie
 
Per l'anno scolastico 2019/2020, i Cattivi Maestri propongono 4 spettacoli per i bambini della Scuola Primaria.
Gli spettacoli vengono rappresentati presso il Teatro dei Cattivi Maestri (nella darsena di Savona) che, per le dimensioni ridotte - massimo 100 spettatori, facilita l'attenzione e il coinvolgimento degli spettatori. Alla fine degli spettacoli, gli attori della compagnia saranno lieti di rispondere alle domande e alle curiosità dei bambini e degli insegnanti relative al testo e all'allestimento della messinscena.
Le maestre interessate possono contattare i Cattivi Maestri, per conoscere gli spettacoli, gli appuntamenti e i costi possono scaricare il documento descrittivo.

Scarica il documento descrittivo
 
Perché le fiabe?
Le fiabe piacciono ai bambini perché soddisfano il loro bisogno di conoscere la vita così com'è, con il bene e il male, i lati positivi e negativi, e anche con quel lato oscuro che è nascosto in ogni uomo o bambino (aggressività, asocialità, egoismo, ira, ansia, ecc.). La fiaba non è soltanto un prodotto fantastico, ma anche un oggetto di indagine attraverso il quale studiare aspetti della società attinenti ai suoi valori, credenze e tendenze. Inoltre, la fiaba rappresenta un valido strumento di comunicazione, un momento di incontro con l'altro, uno spazio di condivisione e di costruzione di significati.
 
Perché narrare?
Quello della narrazione è un momento di intimità che rassicura i bambini e permette di costruire o rinsaldare il legame fra due o più persone. Narrare significa gettare un ponte che avvicina e fa sentire meno soli. Narrare soddisfa il desiderio di sentire la presenza dell'altro che, attraverso la sua voce e il suo corpo, dà l'attenzione di cui ognuno sente il bisogno. La fiaba prende vita nel momento in cui viene raccontata e si realizza pienamente nel rapporto di comunicazione tra chi narra e chi ascolta: chi racconta ha un ruolo molto importante, ma non lo è di meno quello dell'ascoltatore che opera una sorta di riscrittura sulla base delle sue motivazioni, emozioni e bisogni del momento. 
 
Perché ai bambini?
La fiaba è uno strumento che consente al bambino di imparare a conoscere se stesso, permettendogli di chiarire gradualmente i suoi processi interiori, i suoi sentimenti, i suoi conflitti, i suoi desideri. La narrazione, mediante immagini semplici e dirette, aiuta il bambino a separare e identificare i suoi complessi e ambivalenti sentimenti: il fatto che i personaggi siano fate e streghe, giganti e matrigne, oppure che non abbiano dei veri nomi propri bensì descrittivi (sporca come la cenere e quindi Cenerentola) oppure molto generici (un gigante, un principe, una matrigna) facilita il processo di proiezione e di identificazione, e quindi di chiarificazione interiore. La fiaba parla al bambino in forme simbolica e allusiva, ma mai esplicita, lasciando all'ascoltatore la libertà di lavorare con la propria fantasia e quindi di decidere se godere semplicemente della narrazione in quanto tale, oppure se applicare alla propria vita interiore quanto è rivelato dalla storia. Ogni bambino quindi adegua quella fiaba, anche la stessa, riletta o riproposta, alla sua presente situazione e la carica di un significato personale, che può anche variare di momento in momento. La forma simbolica ed i messaggi impliciti rendono il racconto fiabesco particolarmente adatto a soddisfare anche il bisogno educativo del bambino che sente la necessità di capire che cosa sia giusto o ingiusto, lecito o illecito; le azioni dei personaggi diventano messaggi impliciti che conducono all'intuizione dei principali problemi ed aspetti della vita. La narrazione di fiabe stimola la creatività del bambino che, ascoltando, incontra mondi fantastici, entra nel regno dell'immaginario, dove tutto è possibile
 
Perché a teatro?
Quando i bambini guardano un film siedono fianco a fianco, ma non si guardano, osservano lo schermo su cui si svolge una storia che non avviene in quel luogo e in quel momento, ma che è stata costruita, ripetuta e montata in modo da riprodurre una narrazione scorrevole; nessuna reazione del pubblico può influenzare ciò che avviene sullo schermo. Il racconto a teatro crea invece spazi di comunicazione. A teatro non si ascoltano solo parole, non si vedono solo immagini, ma ci si trova di fronte a persone in carne e ossa. Non appena parte la narrazione si crea un'atmosfera di complicità tra chi racconta e chi ascolta, l'attore in scena non può non tenere conto dei rimandi di ogni singolo bambino, reagisce agli stimoli del pubblico rendendolo parte integrante dello spettacolo.